Gianni Bertini

Gianni Bertini nasce a Pisa nel 1922.

Nel 1948 consegue la laurea in matematica pura, pur dipingendo già da tempo come autodidatta. Le sue prime opere astratte sono del 1947.

Tra il 1948 e il 1949 realizza il ciclo dei ‘Gridi’ facendo uso di lettere stampigliate e cifre, e dopo un breve soggiorno a Roma, nel 1950 si stabilisce a Milano. Partecipa attivamente alla vita culturale italiana e fa parte del MAC milanese (Movimento Arte Concreta). Nell’ottobre del 1951 presenta alla galleria Numero di Firenze delle pitture dove la sgocciolatura è largamente impiegata e che costituiscono la prima manifestazione di pittura informale realizzata in Italia, poi definita pittura nucleare. Sul finire del 1951 si trasferisce a Parigi e nel maggio 1952 ha luogo la sua prima mostra personale parigina alla Galerie Artaud.

Dopo un viaggio di studio attraverso la Spagna, rientra a Parigi dove è in contatto con René Drouin e dal 1957 fa parte del gruppo ‘Espaces imaginaires’. Compie numerosi viaggi in Europa esponendo con a Bruxelles, Copenaghen, Amsterdam.  Nel 1960 parte per gli Stati Uniti e, pur lavorando con la Gres Gallery di Chicago, risiede a New York.

Ritorna presto a Parigi e partecipa all’azione del ‘Nouveau Réalisme’. Nel 1961 è accolta in Svezia una sua ampia retrospettiva alla Kunsthalle di Lund. Tale esposizione viene ripresa nel 1963 al Palais des Beaux Arts di Bruxelles.

Dopo un soggiorno prolungato a Tangeri, rientra a Parigi e nel 1965 firma il primo Manifesto della ‘Mec-Art’ (insieme a Rotella e ad altri artisti). Nello stesso anno espone a Stoccolma, Amsterdam, Bruxelles e Milano.

Nel 1968 è invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia, dove nell’edizione successiva del 1970 sarà commissario di esposizione.

Durante questi anni compie un viaggio di studio in Senegal e successivamente in America Latina, attraversandola dal sud al nord. Quindi rientra a Milano, dove tra il 1971 e il 1972 fonda due riviste di poesia visiva ‘Mec’ e ‘Lotta Poetica’. Nel 1972 è invitato a Bratislava dall’amico Alex Mlynarcik, dove insieme propongono ‘l’Arte Anticoncezionale’. Nel frattempo in Italia espone a diverse riprese a Milano, oltre che a Genova, Venezia, Firenze e Roma.

A partire dalla metà degli anni ottanta le opere di Bertini tornarono all'ispirazione ironica e dinamica dei primi anni, basata sulla contaminazione fra pittura e la riproduzione grafica e fotografica. Nel 1984 torna a Parigi. L’anno successivo il Ministero della Pubblica Istruzione francese lo nomina ‘Chevalier dans l’Ordre des Arts et Lettres’. Nel 1988-89 compie alcuni viaggi in Oriente, esponendo nei musei d’arte moderna di Seoul e Taiwan.  

Nel 2000-2002 gli vengono tributati numerosi omaggi con mostre antologiche a Firenze (Centro d’arte Spaziotempo), Pisa (Palazzo Lanfranchi) e Milano (Fondazione Mudima).

Muore a Caen l’8 luglio 2010

 

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